a piazza barberini un po’ più giù dello scalone
incredibile. cercando su google il testo della popolare canzoncina goliardica non si trova niente.
rimedio subito, per quanto mi ricordo.
a piazza barberini
un po’ più giù dello scalone
sotto l’ombra di un portone
na cagata me metto a fà.
me s’avvicina uno
vestito da borghese
col cappello a tirolese
e me se mette a fa’:
nome, cognome
non faccia lo screanzato
io sono un delegato
delle guardie di città.
e a me che me ne frega
che tu sei un delegato
io sono uno studente
dell’università
e qui, ahimè, i miei ricordi terminano. qualcuno sa continuarla? mi pare si parli di dita infilate a forza nell’orifizio anale (della guardia), ma non ricordo altro.
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io me ricordo er pezzo finale che all’incirca faceva così:
me sbattono in prigione tra cimici e pidocchi
che se mettono a fa a cazzotti con le guardie di città
uccelli e uccelletti nun cagate sopra i tetti
ma cagate nei berreti delle guardie di città
A mezzogiorno in punto me portan na pagnotta mezza cruda e mezza cotta de sti figli de na mignotta
a mezzanotte in punto me portan na banana mezza cruda e mezza marcia de sti figli de na puttana
All’una se aprono le porte e io me metto a giocà