Archive for giugno 2008|Monthly archive page

Perché l’ufficio stampa lo fanno le donne?

perché se il destinatario è un uomo si conta sul fatto che ti si vuole scopare.  E’ lo stesso motivo per il quale un locale con una commessa bona fa più soldi.

ci sarebbe da riflettere su che succede quando il destinatario è un’altra donna.  forse si conta sul fatto che la tipa pensi che l’addetto stampa non ti si vuole scopare.  o forse su una sorta di solidarietà tra zoccole.  e comunque alla fine il rubinetto della pubblicazione di una notizia è sempre in mano ad un maschio.

tutte qui le abilità relazionali: forse mi ti posso scopare, quindi se mi chiedi un favore, tipo dare visibilità alla tua struttura, mah, in fondo se po’ fà.

del resto, sappiamo tutti che quello dell’ufficio stampa è un lavoro di ripiego.  non sarebbe dignitoso per un uomo farlo, così come non lo sarebbe per una donna matura, a meno che non sia qualcosa di ad alto livello.

Brunetta, tutto qui?

100.000 persone di troppo nell’istruzione, licenziamento per chi non accetta il trasferimento…  mi sembra che come al solito a volare saranno gli stracci, quelli alla base, i meno garantiti.

non è ben chiaro cosa si intende per trasferimento in un’altra amministrazione.  invece che fare l’impiegato in un ministero lo vai a fare in un altro?  va bene.  lo vai a fare in un’altra città?  parliamone.

telecom ad esempio faceva così per liberarsi delle persone che considerava di troppo (quasi sempre impiegati, mai dirigenti).  lavori a Roma?  be’, domani lavori a Torino.  non ti sta bene?  ti licenzio o ti rendo la vita impossibile.  hai famiglia?  hai aperto un mutuo?  uh, che peccato, che ci vuoi fare.  non vorrai mica che tronchetti provera non possa farsi la barca nuova, no?

in pratica quelli di brunetta sono solo strumenti per imporre ulteriore arbitrio sui poveracci che sono alla base della gerarchia della p.a., impiegati che non hanno alcuna responsabilità della loro improduttività perché non fanno che eseguire istruzioni altrui con gli strumenti che sono loro dati a disposizione.

non è con loro che bisogna prendersela.

gli strumenti di valutazione dei loro dirigenti sono molto più fumosi.  all’impiegato lo puoi licenziare, al dirigente non gli dai il premio di produzione.  sai che perdita.

va tutto verso la creazione di una classe di servi della gleba alla mercé dell’arbitrio del “dirigente”, nel pubblico come nel privato.

quel poveretto di Veltroni che sperava nel “dialogo”

che sorpresa!

Berlusconi approfitta del fatto di essere capo del governo per tentare di sfuggire ai processi e legiferare in modo da ridurre i suoi rischi.

ma guarda…  e chi se lo sarebbe mai aspettato?

non certo quel poveretto di Veltroni che adesso fa tanto lo scandalizzato, dopo aver abboccato alle possibilità di dialogo istituzionale.

guarda, Walterino, che mentre berlusconi ti faceva credere che forse il posto da opposizione di sua maestà te l’avrebbe concesso, nel frattempo stava preparandosi a dare in pasto all’opinione pubblica il fatto che il comune di Roma, in mano al centrosinistra da secoli, abbia accumulato, a forza di feste del cinema e minchiate varie, un deficit di diversi milioni di euro senza che nessuno ne sapesse niente.

quindi se adesso tu alzi la voce sui media dicendo che la tela è rotta e tutte queste altre belle metafore delle quali all’elettorato che devi recuperare (borgatari e industrialotti) non frega una mazza, lui domani farà in modo che su tutti i giornali ti si chieda conto dei milioni in più spesi.

e magari anche del fatto che a Roma, a parte la propaganda, non funzioni un cazzo: trasporti pubblici, posteggi, sicurezza “percepita”…

lo vedi che vuol dire avere cadaveri nell’armadio?  lo vedo che vuol dire bloccare le liste, e poi non trovare niente di meglio che candidare Rutelli al comune?

adesso ti voglio vedere cosa replicherai quando il borgataro della casilina dirà “seee, attacca a berlusconi perchè cell’ha coi ggiudici però pure loro se sò magnati li milioni…  aò, e poi pure sti ggiudici, a mme li viggili l’altro ieri m’hanno fatto na multa che nun maa dovevano fare…”.

cosa farai, un altro bel concertino al colosseo di saimon e garfanchel sponsorizzato dalla telecom?

ah, poi fantastico, chi sarà il commissario incaricato di verificare il deficit del comune di Roma?  l’attuale sindaco del comune di roma, alemanno.

a Veltrò, ma in che mondo vivi?

la Marcegaglia aiuta a capire

a differenza della Wertmuller, Emma Marcegaglia non deve tutto alla montatura degli occhiali: ha anche i capelli lunghi.  per non dire dei soldi che ha ereditato.  con assi nella manica come questi, in Italia si può anche fare a meno di risorse intellettuali e a quanto pare lei ci riesce benissimo.  non che nel suo ambiente, Confindustria, la cosa sia considerata un difetto.

comunque, qualche giorno dopo essersi fatta fotografare a braccetto con berlusconi, si è trovata a dover gestire la sorpresa e lo sconcerto in cui sono piombati i petrolieri italiani nel sentire che dovranno pagare un po’ più di tasse (o meglio, che gli sono stati annullati alcuni sconti fatti loro dal precedete governo).

tranquilli, ci pensa lei.  la categoria dei petrolieri, notoriamente composta da ingenui e poveri padri di famiglia che non arrivano a fine mese, privi degli agganci necessari in parlamento ma soprattutto ignari delle grandi manovre politiche che si fanno sulle loro teste, possono contare sul suo caldo affetto, sulla sua materna solidarietà:

«vi saremo vicini, saremo al vostro fianco per cercare di capire e migliorare la situazione» (Corriere della sera, 18 giugno 2008).

A Marcegà, ma che vuoi capire.  mica fanno fiction o vendono pubblicità in televisione quelli là, no?  quindi li tassano.  di che ti stupisci.

mi fa venire in mente De Mita, questo voler “cercare di capire”. lui o altri tipici politici o parolai che quando non sanno che pesci prendere tirano fuori la frasetta magica “bisogna capire” lasciata in sospeso per far finta di essere fini intellettuali che prima di fare qualcosa pretendono davvero di capire quel che fanno.

ma che te devi capì.  se non capisci sei stupido, inutile prendere tempo, inutile fare giri di parole.  parla chiaro e dì che sei disorientato, poche balle.

minimo sindacale

però vogliono che lavori al massimo.

troppo facile.

stipendi bassi, adolescenza perenne, natalità zero

Come si fa a mettere su e mantenere una famiglia con gli stipendi “flessibili” e “precari”?

non si fa.  si sopravvive appena.  non si matura mai.

la condizione di perenne adolescenza, di finto giovanilismo in cui veniamo spinti dai media e dalla pubblicità è funzionale al fatto di avere stiupendi da fame, stipendi per chi sta a casa di mamma e papà e come orizzonte ha al massimo andare in un locale il fine settimana.
in qusto modo si crea una classe di persone che giorno per giorno, settimana per settimana, paghetta per paghetta arriva a quarant’anni senza rendersi conto del tempo che passa, senza confrontarsi con gli affitti, le spese, le responsabilità crescenti.

assistenza adsl

una settimana fa l’adsl di casa ha smesso di funzionare.

mando un’email dalla connessione umts, nessuna risposta in 24 ore.

mi risolvo a chiamare l’assistenza, un 89-qualcosa a pagamento.  stiamo lì col pischello che dice “spenga, riaccenda, spenga, riaccenda, non funziona? ah non so che fare, mi spiace, è un guasto della centrale faccio una segnalazione”.  sì, e a me sto tira e molla perché tu non sapevi che fare è costato 8,75 euro di cellulare.  dimmelo subito che non ci capisci un cazzo, no?

vabbè, passano altri due giorni (meno male che devo tenere anche una connessione umts per quando sono in giro) e la linea torna a funzionare.  ricevo un messaggio in segreteria di uno che non si sa chi è ma mi chiede di chiamarlo sul suo cellulare per confermargli che funziona.

be’, mi spiace amico mio, ti sono gratissimo per i cavetti che avrai arrotolato, ma altri non so quanti euro per dirti che va tutto come doveva andare non li spendo.  casomai richiamami o fammi richiamare dal tuo datore di lavoro.

già, il datore di lavoro.  chissà chi è: ieri, una settimana dopo la segnalazione via emai del guasto, mi risponde il provider dicendomi “non sappiamo che fare e non ci hai neanche dato il tuo numerello di matricola”.

bei furboni, possibile che non abbiate un qualcheccazzo di elenco dei vostri clienti dove cercate nome e cognome e vedete che ci sono solo io?  che se proprio avete qualche dubbio potete controllare nell’anagrafica anche il numero di cellulare e l’email che vi ho lasciato?  o magari verrete a giustificare la vostra pigrizia o la taccagneria del vostro datore di lavoro che non vi dota di un CRM decente con quella stronzata della praivasi, che se la sento ancora mi incazzo davvero?

ma soprattutto, possibile che non sappiate che nel frattempo la cosa si è aggiustata?  per chi lavorava il tizio che mi ha chiamato?

lo so benissimo per chi lavorava: per un elettricista che fa lavoretti per un amico che ha una dittarella di telefonia a cui qualche subscagnozzo ha subappaltato l’annodamento dei doppini di mezza regione per risparmiare.  poi i capobastone si fanno le campagne pubblicitarie nazionali di quanto sono bravi, buoni e all’avanguardia.

non faccio il nome del provider, perché tanto sono tutti uguali.  tutti sub-sub-subappalti, tutto personale pagato qualche spiccio, e quando vuoi pagare qualche spiccio, cosa ti aspetti, con tutto il rispetto per chi lavora.

garbage in, garbage out.

la cosa che mi secca è che chi manda avanti aziende strategiche a questo modo del cazzo poi finisce sulle copertine dei giornali come manager d’avanguardia, magari anche attento ai costi e che fa lavorare i GGiovani.

ma andate a zappare la terra, che è meglio, fatevi un macchinone più piccolo e assumete personale meno demotivato, che quando gli dici nome e cognome sappia rintracciare una cazzo di scheda anagrafica!

Per il lusso sarà un anno difficile…

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/caso-giorno-borsa/giu-10/giu-10.html

poveretti, quanto mi dispiace.

è che non ci sono abituati. per me sono già parecchi anni che è difficile.

A ZAPPARE LA TERRA!!!

Telecom risparmia

Ho letto sul Corriere della sera che Geronzi è tutto contento perché la Telecom risparmierà circa 300 milioni di euro mandando a casa 5000 dei suoi 83.000 dipendenti.

Be’, sono certo che con tutti questi risparmi caleranno anche le bollette telefoniche, no?

perché altrimenti, se non calano i costi per l’utenza, non riesco a capire dove stia il vantaggio, se non che il management ricava una torta più grande da spartirsi.  meglio allora tenersi in casa anche quei cinquemila evidentemente inutili perdigiorno, che chissà per quale motivo sono stati assunti, e che magari una famiglia da mantenere ce l’hanno.

magari invece di mandarli via li si potrebbe riconvertire in operai che vanno ad allacciare l’adsl in tempi brevi.

viene anche spontaneo fare due conti: cinquemila tagli, 300 milioni di risparmio… ognuno di quei cinquemila ha sulla sua testa una taglia di 60.000 euro l’anno…  ed è così che l’azienda li vede, come costi, e non altro.  la prossima volta che sento dire da una grande azienda che le persone sono la sua principale risorsa ci penserò.

Sull’inutilità delle sirene antifurto

Sono le 6 del mattino.  E’ circa un’ora che sta suonando una sirena antifurto.

Il proprietario, evidentemente, non la sente.  A nessuno interessa, nessuno potrebbe intervenire per fermare i possibili ladri.

Se si prova a chiamare la polizia dicendo “c’è una sirena antifurto che suona”, il minimo che succede è che si facciano una risata, se no ti mandano a quel paese.

Insomma, le sirene non servono a niente.  però rompono i coglioni in modo tremendo.  perché non abolirle?  perché non sostituirle con un bel marchingegno radiocomandato che fa suonare una sirena nella stanza da letto del proprietario dell’auto o del negozio, l’unico che dorme indisturbato mentre tutto il quartiere è infastidito?

e perché, soprattutto, pare che nessuno possa fare niente contro questi schiamazzi inutili?  i vigili non sanno che fare (quando mai), i poliziotto non sanno che fare…  ma se si trattasse di qualcuno che fa una festicciola con lo stereo un po’ alto, allora sì che saprebbero come darsi da fare (a meno che, ovviamente, non si tratti del paraculato di turno che fa una festa sponsorizzata dall’amministrazione comunale, o magari di gruppi numerosi per contenere i quali occorra davvero lavorare).