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deformattazione professionale

non è mia ma è carina lo stesso.

un bacio, piuttosto che, annodamenti di sciarpa, buona serata

è incredibile come la gente si lasci colonizzare da abitudini non sue.

adesso sento anche coattelli e coattelle salutarsi con “un bacio”.

ma che te baci e baci! ma lo sai cos’è un bacio? è una lingua che si sfrega contro un’altra, questo e un bacio. checcazzo me rappresenta questa esibizione di smanceria ad alta voce.

ma dì piuttosto “ti manifesto il mio affetto”, con registri che ti sono propri. me te tromberebbe, se sei u uomo, o te faccio crede che te la potrei dà così te tengo in sospeso e posso mercanteggià co te o co chi me sente tutti i favori de sto mondo, se sei una donna.  che poi cosa vuoi manifestare affetto quando sei in un ufficio con altra gente.

poi incredibile. allora, tra quelli che vogliono far finta di essere forbiti va da qualche tempo di moda il “piuttosto che” al posto di “oppure”. potemo magnasse i bbucatini aaamatriciana piuttosto che acodaaavaccinara.

tutto per imitare altri coatti dai modi equivocati come più fini.

e anche allacciarsi la sciarpa a U, ma dico, ma come si fa… è scomodo e non protegge!

mancava il buona serata, e il relativo buona giornata.  ma buongiorno e buonasera che hanno fatto di male al conformista coatto?  ho una mia teoria: sono troppo limitanti.  buongiorno lo si percepisce come qualcosa che inizia e finisce nelmomento in cui lo dici, invece voglio che tu senta il mio augurio nell’arco di un lungo periodo: una serata, una giornata.

ma scusa, chi cazzo sei per accompagnarmi per tutta una giornata o per tutta una serata coi tuoi auspici?  non te lo puoi permettere.  stai a fà lo sborone, l’esagerato.  limitati ad augurarmi buongiorno.