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quel poveretto di Veltroni che sperava nel “dialogo”

che sorpresa!

Berlusconi approfitta del fatto di essere capo del governo per tentare di sfuggire ai processi e legiferare in modo da ridurre i suoi rischi.

ma guarda…  e chi se lo sarebbe mai aspettato?

non certo quel poveretto di Veltroni che adesso fa tanto lo scandalizzato, dopo aver abboccato alle possibilità di dialogo istituzionale.

guarda, Walterino, che mentre berlusconi ti faceva credere che forse il posto da opposizione di sua maestà te l’avrebbe concesso, nel frattempo stava preparandosi a dare in pasto all’opinione pubblica il fatto che il comune di Roma, in mano al centrosinistra da secoli, abbia accumulato, a forza di feste del cinema e minchiate varie, un deficit di diversi milioni di euro senza che nessuno ne sapesse niente.

quindi se adesso tu alzi la voce sui media dicendo che la tela è rotta e tutte queste altre belle metafore delle quali all’elettorato che devi recuperare (borgatari e industrialotti) non frega una mazza, lui domani farà in modo che su tutti i giornali ti si chieda conto dei milioni in più spesi.

e magari anche del fatto che a Roma, a parte la propaganda, non funzioni un cazzo: trasporti pubblici, posteggi, sicurezza “percepita”…

lo vedi che vuol dire avere cadaveri nell’armadio?  lo vedo che vuol dire bloccare le liste, e poi non trovare niente di meglio che candidare Rutelli al comune?

adesso ti voglio vedere cosa replicherai quando il borgataro della casilina dirà “seee, attacca a berlusconi perchè cell’ha coi ggiudici però pure loro se sò magnati li milioni…  aò, e poi pure sti ggiudici, a mme li viggili l’altro ieri m’hanno fatto na multa che nun maa dovevano fare…”.

cosa farai, un altro bel concertino al colosseo di saimon e garfanchel sponsorizzato dalla telecom?

ah, poi fantastico, chi sarà il commissario incaricato di verificare il deficit del comune di Roma?  l’attuale sindaco del comune di roma, alemanno.

a Veltrò, ma in che mondo vivi?

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la Marcegaglia aiuta a capire

a differenza della Wertmuller, Emma Marcegaglia non deve tutto alla montatura degli occhiali: ha anche i capelli lunghi.  per non dire dei soldi che ha ereditato.  con assi nella manica come questi, in Italia si può anche fare a meno di risorse intellettuali e a quanto pare lei ci riesce benissimo.  non che nel suo ambiente, Confindustria, la cosa sia considerata un difetto.

comunque, qualche giorno dopo essersi fatta fotografare a braccetto con berlusconi, si è trovata a dover gestire la sorpresa e lo sconcerto in cui sono piombati i petrolieri italiani nel sentire che dovranno pagare un po’ più di tasse (o meglio, che gli sono stati annullati alcuni sconti fatti loro dal precedete governo).

tranquilli, ci pensa lei.  la categoria dei petrolieri, notoriamente composta da ingenui e poveri padri di famiglia che non arrivano a fine mese, privi degli agganci necessari in parlamento ma soprattutto ignari delle grandi manovre politiche che si fanno sulle loro teste, possono contare sul suo caldo affetto, sulla sua materna solidarietà:

«vi saremo vicini, saremo al vostro fianco per cercare di capire e migliorare la situazione» (Corriere della sera, 18 giugno 2008).

A Marcegà, ma che vuoi capire.  mica fanno fiction o vendono pubblicità in televisione quelli là, no?  quindi li tassano.  di che ti stupisci.

mi fa venire in mente De Mita, questo voler “cercare di capire”. lui o altri tipici politici o parolai che quando non sanno che pesci prendere tirano fuori la frasetta magica “bisogna capire” lasciata in sospeso per far finta di essere fini intellettuali che prima di fare qualcosa pretendono davvero di capire quel che fanno.

ma che te devi capì.  se non capisci sei stupido, inutile prendere tempo, inutile fare giri di parole.  parla chiaro e dì che sei disorientato, poche balle.