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ma a Repubblica ci sono o ci fanno?

ma dico io, si può essere più… ignoranti?  superficiali?  voglio dire, poi uno dice radical-chic.

allora, aumenta la benzina.  cazzo un dramma, siamo d’accordo.  ma qualcuno mi spiega checcazzo di senso ha scrivere “fare il pieno costa 78 euro“?  ma che, tutte le macchine hanno il serbatoio uguale, della stessa portata?

faccio una breve ricerca su google, perché mica ho poi tutto questo tempo da perdere in stronzate, e scopro che la ford focus tiene 55 litri (quindi se la benza o il gasolio arrivassero a 1,60 euro un pieno costerebbe 88 euro); la opel zafira tiene 58 litri (un pieno 92 euro), la fiat croma 62 litri, la fiat punto 47 litri…  minchia, tutti uguali, eh?

che poi capisco benissimo, uno scrive l’articolo pe sti pecoroni de impiegati tutti in fila a rincoglionirsi nel traffico, nel lavoro, davanti alla televisione per cui non basta che gli dici la benza sta 1,60 mentre un anno fa stava a boh…, quant’era, 1,20, 1,30?  no, gli devi proprio fare l’esempio concreto come ai ragazzini cretini, se no non capiscono.  è il “signora mia nun ce so’ più le mezze staggioni è tutto un magna magna” traslato però al maschio di introito medio o alla signora parrucchierata sulla 50ina (che poi magari trovarne tre o quattro che mi mantengano).

allora uno dice una minchiata ogni tanto si può scrivere.  NOOOOO, ce rifanno!  adesso va di moda questa cosa della “cyber droga” (file audio che contengono onde infrasoniche che possono avere effetti particolari sulla fisiologia umana e quindi stimolare sensazioni particolari), quindi onde SONORE, (ossia aria che vibra) che l’unica cosa che hanno di cyber è che è anche possibile riprodurle, digitalizzandole, in un file che in quanto file può essere trasmesso per canali telematici.

(Che poi voglio vedere che succederà quando scopriranno che si possono anche creare con un qualsiasi vecchio sint analogico di quelli seri, ma nemmeno, anche con un circuito oscillatore in kit su qualsiasi rivista di elettronica…).

Vabbè, insomma, che ti vanno a scrivere quelli di repubblica?  “infrasuoni pericolosi – Le onde sonore tra 3 e 30 MHz sollecitano l’attività cerebrale ba bla bla” (la Repubblica, inserto affari e finanza, 14 luglio 2008, pag. 33).

MHz?  MEGAhertz?  ma porca di quella vacca, ma lo sapete o no checcazzo significa mega visto che state pure a scrivere in una rubrica che si intitola multimedia?  mega vuol dire un milione!  tra gli umani è fortunato chi arriva ad udire i 20 KHz, 20mila hertz!  e per infrasuoni, come tutti sanno, si intendono le frequenze audio sotto i 20 Hz!  cioè l’orecchio umano (giovane e in buona salute) può distinguere suoni la cui frequenza va da 20 a 20.000 Hertz (vibrazioni al secondo) circa, chi più, chi meno.  più “bassi” non si sentono, più alti nemmeno.

però pare che le onde di frequenza più bassa anche se non si sentono abbiano gli effetti particolari di cui sopra.

ora, se uno va a leggere l’articolo, in effetti si parla di onde tra i 3 e i 30 Hz, senza quel cazzo di mega, quindi forse l’articolista non c’entra.

allora, perché te la prendi, dice.  perché porca di quella troia, ma chi ha fatto quel titoletto sarà stato un grafico che ha messo le mani su un computer, no?  uno che almeno una cazzo di terza media la dovrà aver presa, no?  e t’avranno insegnato un minimo di anatomia e di come funziona l’orecchio, o quel giorno lì stavi a farti le seghe sul mac?  e comunque vabbè, quello sarà stato uno di questi pischelli stagisti o pagati 800 euro al mese usa e getta, che cosa cazzo vuoi che glie ne freghi, gli è scappata la M per abitudine perché fa i manifestini per le radio fm tanto per arrotondare, sticazzi.

ma avrai un cazzo di direttore di produzione, un correttore di bozze, un supervisore, che magari un diploma o una laurea ce l’ha, vede quell’idiozia e te la fa correggere!

no, manco quello.

ma allora uno pensa, ma come cazzo sono organizzati a Repubblica?  il pieno a 78 euro per tutti?  le onde sonore a 30 MHz?  ma allora, quando mi parli di economia, di politica, usi la stessa superficialità del cazzo, lo stesso pressapochismo da coatti ignoranti?  minchia, ma ci stiamo a preoccupare, chessò, di berlusconi che spadroneggia l’informazione?  e voi cosa minchia fate invece?  è questo il modo di controllare la correttezza dell’informazione?  quando leggerò il prossimo articolo di repubblica, cosa dovrò pensare?

la Marcegaglia aiuta a capire

a differenza della Wertmuller, Emma Marcegaglia non deve tutto alla montatura degli occhiali: ha anche i capelli lunghi.  per non dire dei soldi che ha ereditato.  con assi nella manica come questi, in Italia si può anche fare a meno di risorse intellettuali e a quanto pare lei ci riesce benissimo.  non che nel suo ambiente, Confindustria, la cosa sia considerata un difetto.

comunque, qualche giorno dopo essersi fatta fotografare a braccetto con berlusconi, si è trovata a dover gestire la sorpresa e lo sconcerto in cui sono piombati i petrolieri italiani nel sentire che dovranno pagare un po’ più di tasse (o meglio, che gli sono stati annullati alcuni sconti fatti loro dal precedete governo).

tranquilli, ci pensa lei.  la categoria dei petrolieri, notoriamente composta da ingenui e poveri padri di famiglia che non arrivano a fine mese, privi degli agganci necessari in parlamento ma soprattutto ignari delle grandi manovre politiche che si fanno sulle loro teste, possono contare sul suo caldo affetto, sulla sua materna solidarietà:

«vi saremo vicini, saremo al vostro fianco per cercare di capire e migliorare la situazione» (Corriere della sera, 18 giugno 2008).

A Marcegà, ma che vuoi capire.  mica fanno fiction o vendono pubblicità in televisione quelli là, no?  quindi li tassano.  di che ti stupisci.

mi fa venire in mente De Mita, questo voler “cercare di capire”. lui o altri tipici politici o parolai che quando non sanno che pesci prendere tirano fuori la frasetta magica “bisogna capire” lasciata in sospeso per far finta di essere fini intellettuali che prima di fare qualcosa pretendono davvero di capire quel che fanno.

ma che te devi capì.  se non capisci sei stupido, inutile prendere tempo, inutile fare giri di parole.  parla chiaro e dì che sei disorientato, poche balle.