Archive for the ‘precariato’ Tag

calo dei consumi? ma perché, qualcuno ancora consuma?

ma io dico, mannaggia a quella zozza.

hanno fatto di tutto per abbassare il più possibile gli stipendi.  hanno fatto di tutto per rendere più insicura la vita di uno che, quando e se trova lavoro, lavora.

è normale che uno stipendio sia di 900 euro.  è normale che un contratto di sei mesi sia considerato lungo.

ma come cazzo vi aspettate, industrialotti e infami bottegai italiani del cazzo, che le stesse persone che ora avete anche la possibilità legale di schiacciare nella povertà e nell’insicurezza (non che ve ne sia mai mancato il coraggio), possibilità di cui ora approfittano anche le pubbliche amministrazioni, come vi aspettate che qualcuno “consumi” (compri) i vostri stramaledetti stracci, i vostri gins svarecchinati, le vostre stupide scarpe dalle fogge sempre più assurde e scomode e qualunque esso sia il prodotto che fabbricate?

per quale motivo, non sapendo neanche se il prossimo mese prenderò uno stipendio comunque da fame, mi dovrei comprare un paio di pantaloni, o dovrei andare al ristorante o a fare un viaggio?

ma lo volete capire, brutte merde che non siete altro, che ad aumentare il vostro profitto riducendo gli stipendi forse sul breve qualcosa guadagnate, ma sulle lunghe vi tagliate le palle da soli?  lo volete capire o no che avete bisogno di gente intelligente a lavorare per voi, e non le povere mentecatte ignoranti che si accontentano del tozzo di pane secco, se volete andare avanti?  che avete bisogno di gente che ne sa più di voi, e che la dovete pagare bene e far sentire a loro agio?

allora forse i consumi potrebbero risalire.

ma tanto, sciocchi, non avete fatto altro che forgiare una generazione che ha visto che si può campare benissimo anche senza tutte le vaccate inutili che ad ogni cambio di stagione cercate di spacciare.  una generazione che quando arriverà a guadagnare 2, 3mila euro e più al mese prima di comprare una camicia, un cellulare o di andare a mangiare in qualche posto di merda ma alla moda e costoso, ricorderà che se ne può fare benissimo a meno, e che anzi, quelli sono proprio coloro che hanno contribuito a rendere buona parte della nostra vita infelice, e quindi doppio motivo per non dare loro una lira.

e quindi forse piccoli mediocri imbecilli incapaci imprenditorucoli con la mentalità del bottegaio da quattro soldi, finalmente fallirete, chiuderete e vi toglierete dai coglioni, e forse lascerete spazio a qualcuno che sappia veramente lavorare e puntare al meglio, all’eccellenza, e non al vendicchiare qualcosa agli statali ipergarantiti e iperannoiati.

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Brunetta, tutto qui?

100.000 persone di troppo nell’istruzione, licenziamento per chi non accetta il trasferimento…  mi sembra che come al solito a volare saranno gli stracci, quelli alla base, i meno garantiti.

non è ben chiaro cosa si intende per trasferimento in un’altra amministrazione.  invece che fare l’impiegato in un ministero lo vai a fare in un altro?  va bene.  lo vai a fare in un’altra città?  parliamone.

telecom ad esempio faceva così per liberarsi delle persone che considerava di troppo (quasi sempre impiegati, mai dirigenti).  lavori a Roma?  be’, domani lavori a Torino.  non ti sta bene?  ti licenzio o ti rendo la vita impossibile.  hai famiglia?  hai aperto un mutuo?  uh, che peccato, che ci vuoi fare.  non vorrai mica che tronchetti provera non possa farsi la barca nuova, no?

in pratica quelli di brunetta sono solo strumenti per imporre ulteriore arbitrio sui poveracci che sono alla base della gerarchia della p.a., impiegati che non hanno alcuna responsabilità della loro improduttività perché non fanno che eseguire istruzioni altrui con gli strumenti che sono loro dati a disposizione.

non è con loro che bisogna prendersela.

gli strumenti di valutazione dei loro dirigenti sono molto più fumosi.  all’impiegato lo puoi licenziare, al dirigente non gli dai il premio di produzione.  sai che perdita.

va tutto verso la creazione di una classe di servi della gleba alla mercé dell’arbitrio del “dirigente”, nel pubblico come nel privato.

minimo sindacale

però vogliono che lavori al massimo.

troppo facile.

stipendi bassi, adolescenza perenne, natalità zero

Come si fa a mettere su e mantenere una famiglia con gli stipendi “flessibili” e “precari”?

non si fa.  si sopravvive appena.  non si matura mai.

la condizione di perenne adolescenza, di finto giovanilismo in cui veniamo spinti dai media e dalla pubblicità è funzionale al fatto di avere stiupendi da fame, stipendi per chi sta a casa di mamma e papà e come orizzonte ha al massimo andare in un locale il fine settimana.
in qusto modo si crea una classe di persone che giorno per giorno, settimana per settimana, paghetta per paghetta arriva a quarant’anni senza rendersi conto del tempo che passa, senza confrontarsi con gli affitti, le spese, le responsabilità crescenti.